24) Lwith. Maestri e discepoli.
Lwith affronta il tema dei maestri moderni e dei loro discepoli,
soffermandosi in particolare sulle responsabilit di Nietzsche. La
frase in francese dice: La preveggenza  la causa delle guerre
attuali dell'Europa. Se ci si desse la pena di non prevedere
niente, tutto il mondo sarebbe tranquillo.
K. Lwith, Friedrich Nietzsche, sessant'anni dopo (vedi manuale
pagina 211).

 Se nella prefazione del Wille zur Macht Nietzsche descrive la
storia del nichilismo europeo, la sua origine e il suo futuro,
egli non voleva soltanto diagnosticare, ma provocare ci che
previde come inevitabile, promuovere lo sviluppo e deciderlo. Egli
non si limit a prevedere il futuro, in virt del suo lucido
intito per le correnti sotterranee di un tempo prospero alla
superficie, ma assumeva con tutta seriet la parte del profeta.
Una volta, in un brano cui prepose il titolo Il ventesimo secolo,
egli si not una frase di Galiani: La prvoyance est la cause des
guerres actuelles de l'Europe. Si l'on voulait se donner la peine
de ne rien prvoir, tout le monde serait tranquille..., e
aggiunse: Dato che io non condivido affatto le vedute
pacifistiche dello scomparso amico mio Galiani, non ho timore di
prevedere alcune cose, e pertanto, eventualmente, di provocare in
tal modo la causa di guerre. Chi potrebbe in tal caso esimere
ancora la filosofia di Nietzsche da una responsabilit storica,
oppure - il che  lo stesso - appagarsi di fare appello al fato
e al destino, incolpati di tutto e che al tempo stesso tutto
discolpano?.
Gli scritti di Nietzsche crearono un clima spirituale in cui
determinate cose divennero possibili, e l'attualit delle loro
edizioni divulgative durante il terzo Reich non fu un puro caso.
Invano Nietzsche pose l'accento sul fatto che il suo Wille zur
Macht era esclusivamente un libro rivolto al pensiero; perch dal
suo pensiero era pure nata l'idea della volont di potenza, della
quale egli sapeva che come principio sarebbe risultata affatto
comprensibile per i Tedeschi. Chi parla la lingua dei reggitori
del mondo e sa come Nietzsche di essere un destino europeo, non
pu fare a meno di prendere in mano egli stesso questo destino,
per dimostrare di esserlo. Il tentativo di liberare Nietzsche
dalla sua colpa con i suoi effetti storici  quindi altrettanto
mancato quanto quello opposto, di voler addossare a lui ogni
inferiore abuso dei suoi scritti. Certamente Nietzsche si sarebbe
tanto poco riconosciuto in Hitler quanto Rousseau nel suo
ammiratore Robespierre; ma ci non toglie che entrambi abbiano
preparato un sovvertimento e aperto nuove vie che essi stessi non
hanno percorso. E' vero che tra il pensiero che uno scrittore
significativo esprime e le possibili conseguenze storiche di esso
non esiste una coordinazione univoca, ma ad ogni pensiero
pubblicamente espresso fanno seguito conseguenze siffatte, tanto
pi se esso  gi provocatorio e se istiga all'azione.
La responsabilit di un pensiero presenta sempre due aspetti: la
diretta autoresponsabilit dell'autore di quanto egli voleva
comunicare con ci che ha espresso, e la corresponsabilit
indiretta della possibile risposta che il suo appello deve
suscitare. Esse non sono equiparabili, ma neppure indifferenti
l'una rispetto all'altra; infatti la responsabilit immediata
delle intenzioni coscienti di una pubblicazione include anche la
responsabilit mediata dei diversi modi in cui tale pubblicazione
pu essere accolta da coloro per i quali un pensiero viene
pubblicato.
K. Lwith, Critica dell'esistenza storica, Morano, Napoli, 1967,
pagine 170-172.
